Poche informazioni sul popolo dei Lucani (provenivano da popolazioni osche del centro-italia) che nei secoli dal tardo V a metà del III a.C. hanno caratterizzato le terre che si affacciano sul Golfo, fino allo Ionio, ponendosi a raccordo tra greci, indigeni (sovrapponendosi agli indigeni enotri) ed italici prima della definitiva "romanizzazione" (a seguito della loro sconfitta nella II^ guerra punica). Nei secoli raggiunsero una capacità organizzativa tale da riuscire, insieme ai Brettii (costola dei lucani), a comprimere la forza territoriale dellle poleis della Magna Grecia.

Infatti, durante il periodo di colonizzazione greca, i popoli indigeni erano relegati all'interno del territorio e/o "grecizzati" e non costituivano, per loro, un grosso problema almeno fino al V sec. Poi, si ebbe un ribaltamento delle posizioni, in coincidenza della caduta di Sibari (510 a.C.), molte trasformazioni politico-territoriali di quets'area della Magna Grecia si realizzarono. Dapprima avanzò la fortuna di Poseidonia che raggiunse il suo splendore per poi cedere il potere ed il controllo ai Lucani che iniziarono a pressare le poleis costiere. Divenuti più forti e organizzati sovvertirono in pochi decenni il potere. Divennero la nuova aristocrazia con riti che si possono definire di cultura "mista".

Nel periodo della romanizzazione si ebbero due fenomeni: 1) di conversione dei grossi centri abitati che erano in luoghi di maggior pregio ambientale (fiumi, baie, piane,..); 2) di lenta transizione mediante piccoli insediamenti sparsi di genti italiche (come i Brettii) nelle aree difficilmente controllabili (colline, aree scoscese costiere,..).

A nord, nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, alle spalle del Parco Archeologico di Elea-Velia, fondata dai Focei nel VI sec. a.C., vi è il sito Lucano di Moio della Civitella con il Parco della Civitella.

Altro sito di notevole importanza cilentano è Roccagloriosa, grazie agli scavi iniziali condotti dal 1982 al 1991 da una Missione archeologica dell'University of Alberta (Canada). Il sito archeologico si spiega sulla pendice occidentale del M. Capitenali che si erge tra i fiumi Mingardo (Palinuro) e Bussento (Golfo di Policastro). Comprende la necropoli in località "La Scala", il muro di fortificazione dell'acropoli con le sostruzioni della torre di avvistamento, la porta centrale, gli abitati del pianoro centrale e di quello di Sud-Est e la "città bassa". Di notevole interesse i reperti ritrovati a corredo delle tombe e non solo. I collegamenti con i Sanniti (tavoletta bronzea con caratteri in lingua osca) e la loro cultura: popolo con una probabile organizzazione evoluta con assemblea a garanzia del funzionamento dell città-stato.

 In Basilicata non vi sono al momento importanti evidenze nel territorio di Maratea ma qualche ritrovamento nella Valle del Noce a Rivello che aprono a varie ipotesi 1) o riguardano insediamenti puntuali e diffusi, 2) o sono riconducibili ad una presenza abitativa organizzata: la presunta Sirinos, 3) o fanno parte di un quartiere artigianale di vasellame e laterizi, tanto da avere un ceramografo locale: il "Pittore di Rivello".

A Sud, nell'area dell'Alto Tirreno Cosentino, vi sono insediamenti lucani di una certa importanza: tra i più indagati è il sito di Tortora in Località Palecastro, detto Blanda (con necropoli in loc. San Brancato), che controllava la foce del Fiume Noce (e la Fiumarella di Tortora).

Poi, sulla sponda meridionale del Lao vi è la 'Laos Lucana' di Marcellina a San Bartolo, pochi ritrovamenti conservati nel Parco Archeologico ma leggibili le tipologie abitative con caratteristiche riscontrabili anche a Roccagloriosa (in muratura a patio, con stanze intorno, sacello,..). Anche a San Bartolo vi sono due corsi d'acqua a valle dell'abitato Lucano: il Lao ed il fiume Abatemarco. Anch'essa con sviluppo urbanistico regolare con strade intersecantesi ortogonalmente ed un lungo tracciato di mura di cinta. In realtà, di notevole interesse è la necropoli, sita nei pressi della stazione ferroviaria. In cui emerge una grande tomba a camera che accoglieva un cavaliere con armatura completa, cavallo e donna (i preziosi reperti sono conservati al Museo di Reggio Calabria.. un pò troppo lontani dai confini Lucani). Intorno, altre, più semplici, a cassa di pietra con corredi a volte depredati. Ritrovamenti avvenuti dagli anni '30 del secolo scorso. Sempre di periodo lucano, intorno al sito di Laos, elementi di valutazione che si riferiscono all'insediamento di fattorie.

Infine, da rammentare l'insediamento di "Cerillae", citata da Strabone (vicino la città lucana di Laos e punto limite di difesa e confine con il territorio dei Brettii), anch'esso divenuto successivamente romano.

 

   I Lucani di Roccagloriosa con AUSS

 

link utili:

Parco della Civitella

Siti Archeologici di Roccagloriosa

Rivello: Direzione Generale Archeologia, pagina web

Rivello: Nota del 1996 di Paola Bottini

Museo di Tortora (sito del Comune)

Parco Archeologico di Laos

 

Per approfondire:

Guida archeologica della Calabria Antica (Fabrizio Mollo - Rubettino ed.)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
OLYMPUS DIGITAL CAMERA
OLYMPUS DIGITAL CAMERA
DCIM\100MEDIA\DJI_0527.JPG
tipologia isolato - ambiente con orci _ Laos Lucana
Condotta fognaria - 'Laos Lucana'

Tag:

Visualizza presentazione